13 gennaio 2026

Le piattaforme web secondo The Connective: come nascono, dalla strategia alla pubblicazione

by The Connective Team

TL;DR
Quando sviluppiamo un sito web, un ecommerce o un software web-based non partiamo dal “come appare”, ma dal “perché esiste”. In The Connective seguiamo un processo progressivo che unisce strategia digitale, UX/UI design, sviluppo frontend e backend, test e go-live, ovvero la pubblicazione online del prodotto finito. È un metodo pensato per ridurre rischi, aumentare risultati e benefici per le aziende e creare prodotti digitali duraturi nel tempo.

In questo lungo articolo ti spieghiamo le fasi principali del nostro metodo di lavoro e perché è efficace per i nostri progetti.

Il metodo The Connective per progettare e sviluppare piattaforme web

Una piattaforma web non è un file grafico che diventa codice. È un sistema che deve funzionare per il business e per le persone: acquisire contatti, vendere online, erogare servizi, supportare marketing e vendite, e restare affidabile quando crescono traffico, funzionalità e complessità.

Per questo il nostro flusso di lavoro non è del tipo “design → sviluppo → pubblicazione”. Al contrario si tratta di un percorso strutturato in fasi, dove ogni passaggio prepara il successivo ma in cui è anche forte anche il processo ricosivo di verifica e correzione: chiarire obiettivi e vincoli prima di disegnare, progettare l’esperienza prima di costruire, validare prima di mettere online. Il risultato è un prodotto digitale più coerente, misurabile e sostenibile.

In questo post ti descriviamo le fasi principali del nostro metodo e i temi che usualmente andiamo a curare in ciascuna di esse.



1. Concept, business model e strategia digitale

Quando la strategia è chiara, la piattaforma smette di essere un progetto di comunicazione e diventa uno strumento operativo di business, con obiettivi e priorità misurabili.

Partiamo dal perché, non dal layout

All’inizio facciamo una cosa semplice ma spesso trascurata: mettiamo a fuoco il motivo per cui la piattaforma deve esistere. Può essere riposizionamento del brand, generazione lead, vendita online, riduzione del carico sul customer care, onboarding di utenti, o digitalizzazione di un processo interno. Senza un “perché” chiaro, il rischio è costruire un sito bello ma irrilevante, o un ecommerce completo ma poco vendente.

Obiettivi, metriche e priorità

Definire obiettivi significa anche definire metriche: cosa misuriamo per capire se stiamo andando nella direzione giusta? Esempi: tasso di conversione, qualità dei lead, valore medio ordine, riduzione richieste ripetitive, tempi di completamento di un task, iscrizioni, retention. In questa fase identifichiamo le priorità: cosa serve davvero nella prima release e cosa può arrivare dopo, senza compromettere la strategia.

Allineamento tra azienda, utenti e mercato

Una piattaforma web vive dentro un ecosistema digitale: concorrenti, aspettative degli utenti, posizionamento, pricing, canali marketing. Analizziamo il contesto per evitare scelte “in astratto” e per costruire una soluzione coerente con il mercato. Se il pubblico è B2B, ad esempio, cambiano i contenuti, le leve di fiducia e il percorso decisionale; se è B2C, contano di più velocità, semplicità e micro-interazioni che guidano all’acquisto.

Relazione tra sito, marketing e vendite

Un sito web o un ecommerce non deve “stare online”: deve lavorare. Quindi lo progettiamo come parte del funnel: come arriva il traffico, che tipo di contenuti lo qualificano, come si raccolgono dati (in modo trasparente e rispettoso per l'utente), come si passano informazioni a CRM o strumenti di marketing automation, come si supporta la forza vendita, come si traccia ciò che conta davvero. Senza mettere a sistema queste informazioni il rischio è sprecare opportunità di crescita o di fare investimenti che non vedranno mai un ritorno.



2. Analisi UX e design UI

Una UX progettata bene e una UI coerente con l'identità aziendale riducono costi e incomprensioni, e trasformano la strategia in un’esperienza che l’utente riesce davvero a comprendere e "completare".

UX: capire utenti e bisogni reali

“UX” (User Experience) non è un'idea astratta: è il modo in cui una persona riesce (o non riesce) a fare ciò che vuole. In questa fase lavoriamo su utenti, bisogni e scenari d’uso: cosa cercano? cosa li blocca? quali informazioni servono prima di decidere? quali passaggi sono superflui? Da qui costruiamo l’architettura dell’informazione: contenuti, gerarchie, etichette, navigazione e percorsi. Questa è la base che rende un sito facile da capire prima ancora che sia “bello”.

Ridurre frizioni: meno sforzo, più risultati

Ogni frizione diventa un costo: tempo perso, richieste al supporto, abbandoni nel checkout, lead poco qualificati. Ridurre frizioni significa semplificare scelte, rendere evidenti i passaggi, evitare ambiguità, guidare l’utente con microcopy chiaro (testi brevi nelle interfacce) e call to action coerenti. Qui emergono spesso decisioni cruciali: quali contenuti in home, quanto “profondo” deve essere il menu, quando chiedere dati, come gestire registrazione, preventivi, comparazioni tra prodotti, filtri di ricerca e così via...

UI: tradurre la strategia in fiducia visiva

La “UI” (User Interface) è resa visiva e identità del brand: tipografia, colori, spaziature, componenti, stati del sistema (come errori e conferme) e coerenza complessiva dei messaggi di comunicazione veicolati dalla piattaforma. La UI non è decorazione: è un linguaggio che comunica affidabilità. Per una PMI, questa fase è spesso decisiva perché impatta percezione del brand, credibilità e qualità percepita del servizio. La coerenza con la brand identity è importante, ma lo è anche la leggibilità, la chiarezza delle gerarchie dei contenuti e l’accessibilità (contrasto colori, dimensioni del testo, ecc.).



3. Sviluppo del frontend

Il frontend è il punto in cui la piattaforma diventa esperienza concreta, e la qualità percepita nasce da performance, accessibilità e coerenza reale tra UX/UI e tecnologie, non da ricopiature pedestri di un prototipo grafico.

L’interfaccia diventa prodotto

Il frontend è ciò che l’utente vede, fruisce, “tocca con mano”: layout, componenti, animazioni, form da compilare, pagine di contenuto. In questa fase traduciamo il design in un sistema realmente funzionante online, mantenendo coerenza tra ciò che è stato progettato e ciò che funziona su browser e device diversi.

Performance, accessibilità e SEO

Quando parliamo di performance non intendiamo solo “velocità”: intendiamo percezione di qualità. Un’interfaccia grafica che risponde subito, carica in modo ordinato e non salta mentre leggi, comunica affidabilità e migliora le conversioni. L’accessibilità (ovvero rendere il sito usabile anche per chi ha limitazioni visive o motorie) non è solo una buona pratica: spesso migliora la UX per tutti gli utenti. Infine la SEO di base indispensabile riguarda struttura dell'HTML, come la pagina viene visualizzata sui dispositivi degli utenti, metadati, gestione delle immagini e altre scelte che rendono le pagine comprensibili ai motori di ricerca e ai sistemi di AI che sintetizzano contenuti (AIO).

Responsive e compatibilità cross-device

Non esiste più “mobile vs desktop”: online esistono diversi contesti d’uso e la multi-canalità. Progettiamo e sviluppiamo il frontend perché funzioni su schermi, sistemi operativi e browser diversi, con comportamenti coerenti e testabili. Qui la collaborazione tra design e sviluppo è continua: un dettaglio UI può cambiare una logica di layout, e una scelta tecnica può suggerire una soluzione migliore lato UX.



4. Sviluppo del backend

Un backend solido, oltre a far funzionare il frontend della piattaforma, è ciò che la rende affidabile nel tempo, pronta a crescere e ad integrarsi nel flussi lavorativi esistenti senza trasformarsi in un problema operativo.

Dati, logiche e integrazioni

Se il frontend è la “vetrina”, il backend è il "motore". Qui costruiamo logiche applicative, gestione dei dati, ruoli e permessi, workflow e integrazioni. Un ecommerce, ad esempio, vive di regole: prezzi, sconti, stock, spedizioni, pagamenti, tassazione, resi. Un portale B2B vive di profilazioni, listini personalizzati, e integrazione con gestionali. Un software web-based vive di processi e automazioni.

CMS, CRM e sistemi esterni

Una piattaforma web deve parlare con altri sistemi paralleli: CMS per la gestione dei contenuti, CRM per contatti e costruire nuove opportunità, ERP o gestionali, strumenti di marketing, gateway di pagamento di terza parte, logistica, sistemi di ticketing. In questa fase progettiamo come i dati vengono gestiti dagli amministratori del sistema.

Sicurezza, scalabilità e manutenzione

Un backend ben fatto è invisibile quando tutto va bene, ma diventa evidente quando qualcosa non regge. Per questo curiamo sicurezza (autenticazione, autorizzazioni, protezione dati), scalabilità (gestione di carichi e crescita), monitoraggio degli errori (capire cosa succede quando qualcosa non va) e la sua manutenzione (codice comprensibile internamente a posteriori, componenti aggiornabili con nuove funzionalità).



5. Controllo di qualità e pubblicazione online

Test e monitoraggio proteggono budget e reputazione, perché la pubblicazione online della piattaforma che sviluppiamo è l’inizio dell’operatività, non la fine del progetto.

Prevenire costa meno che correggere

Effettuare test prima di andare online non significa fare “un giro di prova”. È una fase strutturata: controlliamo flussi critici, casi limite di utilizzo, performance, gestione degli errori, accessibilità. In un ecommerce, ad esempio, testiamo dall’aggiunta al carrello fino alla conferma ordine, incluse email transazionali e aggiornamenti di stato, con qualsiasi metodo di pagamento reso disponibile dalla piattaforma.

Bug fixing e ottimizzazione prima del go-live

Prima di pubblicare, correggiamo bug e rifiniamo dettagli che fanno la differenza: copy nei messaggi di errore, micro-interazioni con l'utente, validazioni dei form, gestione dei vuoti (cosa succede se non ci sono risultati nella ricerca, per esempio?) e controlli SEO essenziali (redirect, sitemap, canonical, meta tag).

Monitoraggio post-lancio

La messa online non è un traguardo, è un passaggio di stato nello sviluppo del progetto: dopo il go-live continuiamo a monitorare prestazioni, errori, comportamento utenti, conversioni, funneling. Se necessario, iteriamo le fasi di sviluppo migliorando le pagine chiave, ottimizzando percorsi di fruizione dei contenuti e delle funzionalità, aggiungiamo funzionalità secondo roadmap concordate con il cliente. È qui che una piattaforma web diventa davvero un prodotto digitale che evolve.


Un processo strutturato nella progettazione e nello sviluppo delle piattaforme web produce risultati migliori perché mette insieme competenze diverse con un’unica direzione.

Noi di The Connective lavoriamo in modo multidisciplinare proprio per evitare che strategia, design e tecnologia vadano ciascuno per conto proprio. Quando queste competenze dialogano la piattaforma non solo “funziona”: diventa un investimento sicuro che supporta crescita, comunicazione aziendale, vendite online e qualità dei servizi erogati con basi solide.

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Augusto Redolfi - The Connective

Augusto Redolfi

Strategies + Marketing

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